Torre Malatestiana di Castel Colonna
La Torre Malatestiana di Castel Colonna, costruita nel 1457 da Vittoria Colonna, è un significativo esempio di architettura militare malatestiana. Nata come ingresso fortificato al castello, ha subito vari restauri nel tempo, mantenendo elementi originali come l’arco d’ingresso, le piombatoie e una targa commemorativa. La struttura riflette la strategia difensiva dell’epoca e rappresenta un simbolo identitario del borgo.
La torre malatestiana è il monumento più antico e prestigioso di Castel Colonna. Fu inaugurata il 3 novembre 1457 da Vittoria Colonna, vedova di Carlo Malatesta, che ne commissionò la costruzione come ingresso fortificato al castello di Tomba, l’antico nome di Castel Colonna.
In scala ridotta, la torre ripropone il tipico modello architettonico malatestiano, ispirandosi alla “Porta Maggiore” di Fano e alla “Porta di Sopra” di Corinaldo. Nel corso dei secoli ha subito numerose trasformazioni, tanto che, al termine della Seconda guerra mondiale, si presentava come una casa alta e stretta. Sulla facciata rivolta verso la piazza era stato installato un orologio pubblico, sormontato da un campaniletto “a vela” per la campana che segnava le ore. Dell’originaria struttura rimaneva intatto solo l’arco d’accesso.
Nel 1958 fu avviato un importante intervento di restauro. In quell’occasione vennero costruiti gli archi di sostegno per la strada di accesso al paese e, al di sotto, il lavatoio pubblico, dopo l’abbattimento della casa sovrastante ormai pericolante. Sulla sommità della torre fu aggiunta una torretta cubica per l’orologio a quattro quadranti, sormontata da una semplice incastellatura in ferro per la campana. Sopra l’arco venne collocato un affresco raffigurante San Rocco, la Santa Casa di Loreto, lo stemma comunale e quello dei Colonna.
Un ulteriore restauro, avvenuto nel 1975, ha restituito alla torre le sue forme architettoniche quattrocentesche originarie. È stata ripristinata la merlatura guelfa a coda di rondine, con i merli sorretti da beccatelli sporgenti, sopra i quali si aprono le piombatoie (o caditoie), aperture orizzontali da cui veniva versato olio bollente sui nemici. Va notato che, sul lato rivolto verso la piazza, la merlatura è assente: una caratteristica comune a molte porte fortificate (come quelle di Fano, Corinaldo, Gradara). Questa scelta strategica rendeva i nemici vulnerabili una volta raggiunta la cima, poiché privi della protezione offerta dai merli, e quindi esposti al tiro dei difensori.
L’arco d’ingresso è affiancato da due scannellature verticali per lo scorrimento delle travi che azionavano il ponte levatoio, il quale veniva sollevato al tramonto o in caso di pericolo. Sul lato destro dell’arco è murata una targa marmorea con un’epigrafe dedicatoria di Vittoria Colonna:
HOC OPUS FECIT FIERI / MAGNIFICA DOMINA / VICTORIA COLUMNENSIUM / DE MALATESTIS / MCCCCLVII DIE TERTIA NOVEMBRIS
La targa è incorniciata da due fregi scolpiti, entrambi recanti al centro la tipica “rosa malatestiana” a quattro petali. In origine era sormontata dagli stemmi dei Colonna e dei Malatesta, che furono purtroppo scalpellati nel 1945 perché erroneamente scambiati per simboli fascisti.
All’interno della torre, osservando la volta, si possono notare alcune aperture ogivali murate. Si ritiene che in passato fossero collegate tra loro da passerelle in legno, consentendo alle sentinelle di percorrere un camminamento difensivo lungo le mura. Questo suggerisce che la torre fosse parte di un complesso architettonico più ampio, collegato ad altre strutture adiacenti.
Infine, va sottolineato che la torre, un tempo molto più alta, risulta oggi parzialmente interrata: oltre metà della sua altezza è infatti nascosta dal terrapieno su cui passa la strada di accesso al paese.
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Monumento, Installazione, Architettura